Il servizio "Risorse Idriche" nell'ambito delle competenze, affidate alle Province, di tutela e valorizzazione della risorsa idrica dall'art. 19 del D. Lgs. 267/00, si affianca ai servizi con compiti istituzionali sugli scarichi, impegnandosi a sviluppare i seguenti obiettivi:

• Migliorare lo stato ecologico dei corsi d'acqua.
• Garantire l'uso sostenibile delle risorse idriche e la possibilità di fruizione.
• Il riequilibrio del bilancio idrico delle falde.
• La riduzione dell'inquinamento delle acque.
• La condivisione dell'informazione e diffusione della cultura dell'acqua.

Progetti

Sistemi acquiferi sotterranei

Dal 2002 la Provincia ha attivato con l'AATO Bacchiglione, il Centro Idrico di Novoledo e l'Università di Padova - Centro di Idrologia "D.Tonini" un programma di lavoro, articolato e complesso, di studio e analisi dei sistemi acquiferi sotterranei della pianura vicentina, finalizzato alla conoscenza dei fenomeni connessi e, di conseguenza, alla possibilità di mettere in atto interventi idonei alla salvaguardia della risorsa idrica. Il progetto proseguirà con le indagini sulle falde del Bacchiglione per completare il modello di trasporto degli inquinanti e del calore. Inoltre è in atto l'estensione dei modelli di flusso e di trasporto degli inquinanti ai bacini del Brenta e della valle del Chiampo in collaborazione con le relative Autorità d'Ambito.

Muschi acquatici

Da oltre 8 anni esiste una collaborazione con ARPAV Provinciale, AATO Bacchiglione e il Dipartimento di Biologia dell'Università di Trieste - struttura all'avanguardia in Italia per le metodologie di biomonitoraggio dell'alterazione ambientale e storicamente attiva nel Veneto con progetti di alta valenza scientifica - sull'uso di muschi acquatici come biomonitor della contaminazione da metalli pesanti ed altri elementi in traccia nei corsi d'acqua.

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Risorgive

Dal 2004 è stato ha avviato uno studio finalizzato alla tutela e valorizzazione delle risorgive della Provincia di Vicenza. Il lavoro conclusosi nel 2005 ha fornito una mappatura delle risorgive nel vicentino il loro stato qualitativo, biologico, idrogeologico ed ecologico. Secondariamente sono state definite le prime linee-guida di progettazione naturalistico-ambientale, destinate sia alla riqualificazione di alcuni siti particolarmente significativi e/o minacciati, sia alla miglior gestione di altri attualmente non degradati. In base ai rilievi effettuati sono state delineate le direttive del PTCP provinciale sulle fasce di rispetto per le risorgive che necessitano di una particolare tutela.

Acque carsiche

Nel 2008 ha preso il via, con Il Club Speleologico Proteo, il progetto di ricerca e valorizzazione delle acque carsiche che circolano all'interno dell'Altopiano dei Sette Comuni, finalizzato al raccoglimento di importanti indicazioni sulla loro dinamica e soprattutto sulla loro vulnerabilità. L'attività di ricerca e di elaborazione dei dati prevede la collaborazione con ARPAV, che svolge le attività di analisi, e con alcuni referenti scientifici, quali il gruppo Grotte Giara Modon di Valstagna per le problematiche attinenti la logistica, il prof. U. Sauro dell'Università degli Studi di Padova per consultazioni sulla geomorfologia carsica, il dott. Geologo A Riva dell'Università degli Studi di Ferrara per gli aspetti attinenti la idrogeologia e infine la Federazione Speleologica Veneta come referente scientifico.

Portate Torrente Astico

Nel 2008 si apre una collaborazione con il Dipartimento regionale per la Sicurezza del Territorio per la misura delle portate del Torrente Astico. Si tratta di quantizzare gli scambi d'acqua in alveo in una situazione di magra, potendo distinguere le azioni di sottrazione o di incremento d'acqua ad opera degli affluenti, delle derivazioni e degli scarichi presenti. Tali informazioni sono in grado di fornire un quadro rappresentativo anche in relazione alla individuazione del Deflusso Minimo Vitale e alla adeguatezza delle portate in alveo in relazione alla presenza di eventuali scarichi di depuratori.

Ricarica della falda

Il giorno 27/03/0/8 si è tenuto in Provincia di Vicenza il primo tavolo di lavoro, con tutti gli Enti che si occupano di acque, per affondare in maniera organica e funzionale la ricarica della falda, fortemente depauperata negli anni, finalizzato a riassumere in un elaborato tecnico tutte quelle soluzioni che consentano un utilizzo della risorsa in termini razionali e qualitativi. Il documento poi predisposto è stato inserito nel protocollo d'intesa con la Regione Veneto per la pianificazione  delle opere e finanziamenti in merito. 

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Rinaturalizzazione di corsi d'acqua.

Molto spesso interventi di riassetto idraulico a forte impatto ambientale, come le risagomature, le lastricature, le rettificazioni si sono rivelate controproducenti ed hanno causato forti alterazioni alle biocenosi acquatiche. Oggi si stanno diffondendo tecniche di governo idraulico a più basso impatto nella consapevolezza che "i fiumi possono essere governati non con la forza ma con la comprensione dei loro processi". Tecniche di bioingegneria e/o di ingegneria naturalistica sono state applicate con successo in moltissime realtà europee e addirittura vengono caldeggiate dagli stessi Enti territoriali di gestione; qualunque sia la finalità dell'intervento in progetto. I principi guida a cui attenersi sono l'incremento della diversità ambientale e il ripristino delle connessioni longitudinali e laterali in modo da mantenere gli interscambi funzionali.

Contratto di fiume

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