Progetto Tesina
Il fiume Tesina nasce nella fascia delle risorgive dell'Alta Pianura Vicentina, fascia in cui le acque delle falde sotterranee riemergono sfruttando quei brevi tratti di discontinuità dello strato superficiale impermeabile che ricopre l'acquifero sottostante. Dalle risorgive che si trovano a nord del Comune di Sandrigo, il Tesina scende verso valle e riceve le acque di un piccolo affluente, il Lavarda, per poi unirsi al fiume Astico; da qui verso valle il corso d'acqua scorre ancora con il nome di Tesina fino a confluire, dopo circa 20 km, nel fiume Bacchiglione, in località S.Pietro Intrigogna.
Le maggiori criticità incontrate nell'area interessata sono:
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artificializzazione del corso d'acqua con interrimento delle polle di risorgiva, rettifiche e cementificazione delle sponde;
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riduzione delle portate idriche con conseguenze negative sul deflusso minimo vitale, a causa di vari fattori concomitanti, tra cui la diffusa impermeabilizzazione del suolo, l'abbandono delle pratiche agricole tradizionali utili alla ricarica delle falde, il collettamento a valle delle acque reflue e di pioggia, l'estrazione di acqua dalla falda per uso agricolo ed industriale;
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peggioramento della qualità dell'acqua a causa del rilascio di nutrienti dalle aree agricole, non più mitigati dalle un tempo diffuse siepi ripariali, degli scarichi non trattati di acque nere e, più a valle, degli scarichi dei depuratori civili;
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compromissione dell'ambiente fluviale, sia dal punto di vista ecologico che paesaggistico, con asportazione della vegetazione ripariale, progressiva scomparsa e bonifica delle aree umide;
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aumento del rischio idraulico a causa della regimazione dei corsi d'acqua dell'area, con riduzione delle zone di naturale espansione del fiume, utili alla laminazione delle piene.
Il "Progetto Resina" è stato strutturato in due stralci: il primo volto alle opere entro le aree demaniali e in alveo, ed alla messa a dimora di specie arboree ed arbustive in aree private ma ove è in corso la definizione dell'autorizzazione dei proprietari, il secondo relativo ai lavori in aree ove le Amministrazioni stanno acquisendo delle proprietà con fondi e procedimenti diversi dal presente.
Interventi del primo stralcio
Si prevede di eseguire degli scavi per la rimozione del sedimento depositato sul fondo del corso d'acqua, con il duplice obiettivo di restituire lo spazio attualmente occupato da materiale e di creare una diversificazione dell'ambiente fluviale. Lo scavo interesserà l'intero tratto del Tesina oggetto del presente progetto, eccetto i primi 400 m circa, in cui l'alveo si presenta stretto, rettilineo e con una discreta pendenza. I materiali di scavo saranno impiegati, dove l'ampiezza dell'alveo lo consente, per la realizzazione di banchine in alveo; sulla destra idraulica è previsto l'impianto di vegetazione igrofila, mentre sulla sinistra un sentiero per i pescatori.
Nel tratto a valle della strada statale si interverrà per mitigare l'impatto causato dai muri, che ricadono sulla sponda destra del Tesina, facendo ricorso all'ingegneria naturalistica.
Inoltre, lungo il corso d'acqua, sarà creata un'alternanza di raschi e buche, piccoli salti, pozze e zone di riposo al fine di reintrodurre quegli elementi geomorfologici che costituiscono gli habitat per la fauna ittica.
Per permettere la fruizione del corso d'acqua, verrà realizzato un sentiero pedonale, in parte in alveo ed in parte sul ciglio della sponda sinistra, con origine nel punto iniziale del tratto di intervento e sviluppo lungo la sponda sinistra del corso d'acqua dietro al filare di alberi già presenti.
È anche prevista la riapertura di due fontanili, oggi totalmente interrati e tubati, tramite operazioni di scavo ed espurgo, tenendo in considerazione la salvaguardia delle specie arboree di pregio rilevate; il materiale di scavo, di modesta entità, sarà impiegato per la realizzazione delle banchine in alveo.
Impianto Vegetazione
Per ripristinare e valorizzare la vegetazione ripariale del fiume Tesina, dalle risorgive fino alla confluenza con il Lavarda, si intende ricostruire 3,175 metri di siepe media monofilare lungo gli argini e alcune macchie arbustive, sia lineari che distribuite su piccole superfici. Le siepi medie progettate sono costituite da specie arbustive alternate a ceppaie, e rappresentano le fasce vegetali più adatte alla produzione di legna da ardere e/o paleria, con turni piuttosto brevi (4-6 anni); data la loro limitata altezza hanno un impatto contenuto in termini di spazio e di concorrenza con le altre colture. Le specie arboree ed arbustive selezionate sono particolarmente adatte a terreni di pianura in localizzazioni che possono beneficiare costantemente di apporti idrici, ma anche sufficientemente rustiche da sopportare eventuali periodi di siccità, condizione che spesso si verifica nei mesi estivi lungo l'asta alta del fiume Tesina, in corrispondenza dell'abbassamento della falda acquifera.
Gli obiettivi generali che si intendono raggiungere possono schematicamente riassumersi come segue:
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miglioramento del paesaggio rurale e riqualificazione ambientale di aree marginali;
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azione tampone nei confronti dell'inquinamento diffuso di origine agricola e miglioramento della qualità dell'acqua;
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consolidamento spondale;
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produzione di biomassa a fini energetici e fonte economica alternativa ed integrativa mediante il recupero economico e produttivo dei margini dei terreni agricoli;
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ombreggiamento del corso d'acqua con ostacolo allo sviluppo delle macrofite acquatiche e conseguente diminuzione delle manutenzioni ordinarie;
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creazione di reti ecologiche lungo la rete idrografica;
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creazione di microclimi e situazioni ottimali per il reinserimento spontaneo di varie specie animali.
Alcuni interventi, poi, riguarderanno, il ripristino di un filare di capitozze con relativo accompagnamento arbustivo e ringiovanimento delle capitozze già presenti nonché il rinfoltimento arbustivo della siepe monofilare presente su entrambi gli argini, con ringiovanimento delle ceppaie presenti.
Per quanto riguarda gli impianti arbustivi verrà realizzata una macchia arbustiva, tra il corso del Tesina e via Arbereria e impianti in golena.
Interventi del secondo stralcio
Le aree di intervento sono posizionate a nord est del centro abitato, in parte in destra idraulica a monte di via dell'albera, in parte nella zona compresa tra Tesina e Ghebissolo e in piccola parte a valle della confluenza tra Tesina e Ghebissolo stessi in sinistra idraulica.
Interventi di movimento terra
L'area interessata da movimenti terra funzionali alla rinaturalizzazione delle aree di progetto viene suddivisa, per motivi di chiarezza espositiva, in tre aree con tipologie di intervento distinte:
AREA Tipo di intervento
A Riapertura fontanili
B Diversificazione morfologica dei corsi d'acqua
C Realizzazione trappola per sedimenti
Area A: Le aree di intervento ricadono all'interno della fascia delle risorgive dell'alta pianura vicentina. L'area vasta, oggi completamente bonificata dall'agricoltura e sostanzialmente regimata idraulicamente, presenta sottosuoli caratterizzati da lenti di terreno impermeabili che raccolgono in pressione le acque di falda percolate a monte in profondità nei materassi drenanti della pianura pedemontana. Dove il piano campagna interseca il piano freatico delle acque subsuperficiali si determina il fenomeno della risorgenza, ovvero la presenza più o meno continua di fontanili; fenomeno che si estende verso il mare fino al limite inferiore della fascia.
Il progetto prevede di intervenire nei siti andando a riaprire i vecchi capifonte e aprendo nuovamente le rogge di drenaggio verso valle. In particolare, dopo aver rimosso le tubazioni in cemento attualmente presenti, con il procedere dell'escavazione, i mezzi di scavo andranno a rimuovere terreno là dove esso risulta di tessitura diversa da quello circostante (testimonianze di rinterri di epoche passate) ovvero dove sarà rilevabile un maggior flusso idrico di infiltrazione (testimonianze di paleo canali di infiltrazione).
Area B: La rettificazione dei corsi d'acqua è un elemento che banalizza il paesaggio e che impoverisce la biodiversità spondale. Per tale motivi, l'ecotono ripario verrà diversificato morfologicamente nel tratto di Tesina in destra idraulica nelle aree di intervento a nord, per tutta la lunghezza del torrente nel tratto attualmente privo di vegetazione spondale. Verrà restituita al fiume una leggera sinuosità di riva con sporadiche nicchie spondali che offriranno la morfologia tipica di una riva vegetata (si pensi allo spazio vuoto lasciato dalla caduta di un albero di sponda). Nel complesso si favorirà la formazione di habitat spondali di richiamo per rettili e anfibi tipici dei luoghi, oltre a consentire un certo incremento delle capacità autodepurative del tratto fluviale.
Anche le rogge nei pressi del fontanile esistente (in sinistra idraulica Tesina, a monte della confluenza con il Ghebissolo) verranno diversificate come sopra.
Area C: Con l'intervento di forestazione delle aree di pertinenza fluviale di Tesina e Ghebissolo si intende incentivare la messa a dimora di essenze vegetali fino alle sponde fluviali, in modo da ricreare gli habitat originari di bosco umido planiziale. Nei primi anni post intervento la necessaria manutenzione del Ghebissolo sarà possibile grazie alle piste interfilare lasciate negli interventi di forestazione e alla bassa statura delle essenze messe a dimora. A partire dal terzo anno la crescita delle piante comincerà a determinare un ombreggiamento parziale del Ghebissolo, andando a ridurre notevolmente la crescita di vegetazione in alveo. La contestuale realizzazione di un allargamento di sezione con piccola soglia idraulica a monte dell'area forestata, all'inizio dell'area di intervento, comporterà un accumulo di solidi sospesi sedimentabili che, con periodica rimozione, andrà a rendere superfluo ogni successivo intervento di manutenzione sul tratto a valle. La buona riuscita dell'intervento è vincolata alla creazione di un filare alberato anche sulla sponda sinistra del Ghebissolo, oggi presente solo in parte con alcuni esemplari di capitozzi.
Interventi di forestazione
La messa a dimora di filari di cepsugli e arbusti, in filari ad andamento sinusoidale naturaliforme, ha lo scopo di costituire un passaggio graduale dal terreno circostante, caratterizzato da zone non coperte da vegetazione, alla parte propriamente a bosco in cui la componente arborea assume la preponderanza. Ulteriore scopo della fascia marginale, formata da piccoli e grandi arbusti, è amplificare il valore estetico dell'area, grazie alle infiorescenze degli arbusti stessi e favorire la creazione di un microclima diverso rispetto al resto dell'impianto, condizionato da una maggiore disponibilità di luce e calore. Queste condizioni inducono le piante di margine ad una maggiore produzione di frutti appetiti dalla fauna selvatica, esaltando le funzioni del bosco a sostegno e ad incremento della biodiversità.
Verrà, poi, eseguita una doppia cercinatura nella parte basale del tronco che provoca la morte in piedi del soggetto per conservare le faune saproxiliche, ovvero quelle specie che dipendono dal legno morto o marcescente per almeno una parte del loro ciclo, e i loro habitat nonché gli uccelli ed i mammiferi che necessitano delle cavità e dei buchi degli alberi da utilizzare come rifugio per la nidificazione.
Le specie utilizzate, distinte tra alberi, arbusti e cespugli, sono:
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Alberi |
Arbusti |
Cespugli |
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Acer campestre |
Frangola alnus |
Cornus sanguinea |
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Carpinus betulus |
Rhamnus catharticus |
Salix cinerea |
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Fraxinus oxycarpa |
Sambucus nigra |
Viburnum opulus |
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Quercus robur |
Salix triandra |
Viburnum lantana |
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Ulmus minor |
Corylus avellana |
Prunus spinosa |
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Salix alba |
Crataegus monogyna |
Euonymus auropaeus |
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Alnus glutinosa |
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Populus alba |
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Populus nigra |
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I successivi interventi, volti al progressivo controllo della vegetazione circostante, mediante soppressione parziale o totale, dovranno essere eseguiti fino a quando le piante saranno sufficientemente sviluppate, per esercitare a loro volta una concorrenza vincente sulla vegetazione naturale nei confronti di acqua e illuminazione.