Il 20/11/08 è stata siglata una convenzione tra la Provincia di Vicenza ed il Consorzio di Bonifica Riviera Berica, ora Alta Pianura Veneta, per la realizzazione di sistemi di ricarica, mediante l'utilizzo di "pozzi bevitori".
Si tratta di una tecnica sperimentale di infiltrazione complementare ai classici sistemi di ricarica che necessitano di ampie superfici di terreno. In questo caso sono necessari piccole aree ove sia possibile costruire un sistema disperdente che si affida a strutture verticali disperdenti del diametro di due metri e profondità sei (del tipo dei pozzi disperdenti a grande diametro) collegati con un sistema di paratoie alla rete irrigua o a rogge con acque di buona qualità.
Grazie alla collaborazione tra i tecnici del Consorzio di Bonifica, del Comune di Cornedo e della Provincia di Vicenza sono stati individuati n. 2 siti entrambi ricadenti in comune di Cornedo località Tezzon.
I due pozzi costituiti da anelli forati in calcestruzzo del diametro interno di cm. 200 ed altezza complessiva di m. 6,00.

All'esterno dei pozzi è posizionato del pietriscotto e pietrame di varia pezzatura per favorire l'infiltrazione dell'acqua, mentre nella parte superiore il sito è ricomposto con argille e terreno vegetale.

L'impatto esterno è nullo: il chiusino è l'unico segno della presenza del pozzo

L'acqua necessaria viene prelevata dalla roggia irrigua dei Lecchi, gestita dal Consorzio, tramite idonea tubazione. Le due derivazioni sono presidiate da manufatti provvisti di griglia e chiavica di chiusura.
E' previsto uno specifico piano di monitoraggio sull'andamento della falda per conoscere e valutare la qualità e quantità dell'acqua immessa. Allo scopo sono installati in appositi manufatti (piezometri e idrometri) sonde automatiche ad acquisizione continua con scarico automatico dei dati, sensori con controlli multiparametrici a spot e misure di torbidità, delle acque in ingresso presso l'adduttore, e campionamenti periodici delle acque in ingresso e di falda con relative analisi chimiche e microbiologiche.
Al fine di osservare la correlazione tra il regime idrogeologico locale e le precipitazioni efficaci, sono state inoltre raccolte le informazioni pluviometriche registrate dalla stazione meteorologica di Valdagno, facente parte della rete di controllo ARPA Veneto ed ubicata a pochi chilometri dal sito pilota in direzione nord.
Il monitoraggio delle qualità delle acque infiltrate è affidato al Centro Idrico Novoledo con analisi chimico fisiche e all'Università di Trieste, attraverso il progetto di biomonitoraggio con muschi acquatici (moss-bags), mentre il consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta si avvale di Sinergeo, studio associato di geologia vicentino, per il monitoraggio del livello delle portate in ingresso e del livello idrico della falda.
I risultati presentati fanno riferimento all'andamento della falda in conseguenza della sperimentazione nel periodo giugno 2009-febbraio 2010.

Il monitoraggio dei livelli piezometrici presso i piezometri SA1 e SB1 viene rappresentato nell'elaborato riportato di seguito dal titolo "Correlazione tra regime freatimetrico e regime pluviometrico" nel quale gli andamenti della quota di falda rilevata presso i due punti di misura sono relazionati con l'istogramma delle precipitazioni registrate dalla stazione meteorologica ARPAV di Valdagno.

In sei mesi e mezzo di attività si stima pertanto che presso il SITO A siano stati dispersi 939'000m3 mentre presso il SITO B il volume di acqua risulterebbe pari a circa 377'600 m3, per un totale complessivo di 1'316'600 m3.
vai alla pagina dedicata ai pozzi di cornedo vicentino